| N. 1 - Anno XIV - Gennaio/Febbario 2009 | Indice giornale |
Cultura |
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"Fra Passato e Passato Prossimo" |
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(14°Brano) |
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Romano Colombazzi |
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Sempre dal Bacchi, nel 1881, si legge:<Ripigliando ora il viaggio interrotto sulla Nazionale, presso a Pianoro (si intende l'attuale Pianoro Vecchia) la strada discende fin quasi a livello del Savena, talché la parte più bassa del paese potrebbe essere spesso inondata, se non si fosse allontanato tale pericolo innalzando due muraglie, obliquamente all'una e all'altra sponda, le quali servono d'ale ad un ponte in muratura con sette arcate, il quale congiunge Pianoro coll'opposta sponda del torrente>. Il nostro viaggiatore così descrive Pianoro. <L'attuale Pianoro è fabbricato in riva al Savena alle radici di un monte, che bruscamente si innalza alle di lui spalle. E' attraversato da un tortuoso giro, sempre in salita, dalla strada Nazionale, e benché nel tutto assieme, vi si scorga un'impronta di antico nulla havvi meritevole di particolare menzione. La chiesa, dedicata a S.Giacomo, è parrocchiale dal 1400, ma ricostruita nel secolo scorso. Prima di essere parrocchia, fu un ospedale, giacché in Pianoro esistevano nel 1400 e forse anche prima, due ospedali: questo e l'altro detto di Sant'Antonio e destinato all'alloggio di pellegrini. Nel paese vi sono varie osterie con alloggio, nonché salsamenterie, forni, spacci di sale e tabacchi: vi si trovano anche vetture, che fanno il viaggio da e per Bologna, con recapito allo stallaggio delle Due Torri in piazza della Mercanzia, ma senza orario fisso. Il prezzo in via ordinaria è di una lira per ogni singolo viaggiatore. Non è facile trovare guide e noleggiatori di cavalcature e barrocci con buoi per escursioni, specialmente al Monte delle Formiche, ma non si possono dare informazioni precise, non essendo questa, una occupazione fissa e determinata di alcuno. Perché Pianoro si presenti in modo meno di sgradevole e che anzi il di lui aspetto sia pittoresco, bisogna mirarlo dal colle della sinistra di Savena, sul quale fa bella mostra di sé la villa Dall'olio. Di lassù oltre a dominare il corso del Savena e Pianoro, appiccicato per così dire al fianco del colle, si vede svolgersi quel bel tratto di strada nazionale che sta a monte del paese. Alla villa Dall'olio giungesi in breve tempo, dopo avere passato il torrente sul ponte, di cui sopra è fatta parola.> Il nostro viaggiatore non ha una grande considerazione di Pianoro. In effetti ho ritrovato una foto del 1901 e il paese sembra molto fatiscente, visto attraverso gli occhi di oggi. Il nostro viaggiatore è a Pianoro nel 1881 e cioè vent'anni prima. Anche nel secolo XVII (1600-1700) il paese risulta molto ridotto e lo si vede attraverso la planimetria allegata che mostra come in un secolo (dal 1700 al 1800) il paese sia stato trasformato. Con l'inizio del 1900, il paese ebbe una rinascita urbanistica dovuta all'elezione del sindaco socialista Umberto Bianconcini (1914) e all'inizio dei lavori della linea ferroviaria "La Direttissima" (1922). Vi fu in quel periodo e, dopo anche nel ventennio fascista, la realizzazione d'importanti opere pubbliche, arrivarono le prime banche ed il livello economico del paese fu molto migliorato. Scrive Roberto Vitali nel libro "Pianoro Storie e immagini di un antico borgo": <Cambiarono i costumi, ma l'antica struttura del paese rimase sostanzialmente inalterata, con le sue caratteristiche botteghe affacciate sulla "doppia esse" che la via Nazionale descriveva attraverso il centro di Pianoro >.
(Prosegue nel prossimo numero).