| N. 1 - Anno XIV - Gennaio/Febbario 2009 | Indice giornale |
Rubriche |
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I RACCONTI DI ANGIOLINO |
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Umberto Fusini |
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S. Lugi - 21 Giugno di tanti anni fa.
Memorabili erano in Pian di Macina le feste di S. Luigi, detta dei giovani e fin da molti giorni prima studiata e programmata, perché quel giorno "Don Zamboni" lo voleva fare alla grande. Mandava per far quattrini, due parrocchiani con borsa per i soldi e sporta per la merce, per tutta la parrocchia poi in 3 o 4 con carretto a mano portante, pali scale e addobbi di stoffa colorata e quelli da luce elettrica per addobbare le strade fino a Pian di Macina e stendardi a tutte le finestre; chi rimaneva senza metteva al suo posto il più bel sopracoperta che aveva. I preparativi per il pranzo di S. Luigi, che comprendeva famigliari, amici, conoscenti, qualche prete e qualche bandista, doveva essere un vero pranzo sontuoso con tortellini, lasagne, arrosti vari, molti dolci e vini scelti, liquori, gelati e tanta allegria; insomma per quel giorno non si badava a spese: una vera baldoria. Dirò che per tutte le ricorrenze, uno dei due raccoglitori era come fisso; sempre Lui da anni e anni, costui era un certo Monti soprannominato "Mintoccia", muratore e campanaro, affabile, cortese e molto chiacchierone. Quando arriva a Pian di Macina con la borsa e la sporta, non sbagliava mai un uscio e "A coi par San Luigi, psiv der quel? " e allungava le due borse che, nell'una o nell'altra cadevano sempre o soldi o salami e diceva "Grazia par lò" e nell'uscire "Grazia par mè" poi si fermava in tutte le osterie a bere un "bussolotto" pagando coi soldi della borsa dicendo: Mè a son come un automobil che prander ai vol la benzina, a mè invezi am vol dal vén bon, se nò am feirum prest e po' a so che San Luigi am pardouna sempar.. Quel Giorno arrivò, la chiesa addobbata in tutte le tre arcate dava un saggio del suo ricchissimo patrimonio in paramenti, bandiere e stendardi; ceri in quantità. Erano venuti da Bologna, Cardinali, una fila di preti e frati e tanti giovani arrivati da altri paesi e folla enorme da riempire la vasta chiesa e il piazzale. Molti fedeli gremivano l'altare della "Zucca" ed una alla volta infilavano la testa dentro a quel vaso di marmo con scolpiti 4 pesci; al centro un foro di circa 4 centimetri di diametro. Chi metteva il capo dentro quella zucca non avrebbe mai più avuto mal di testa. Si dice ancor oggi fosse un vaso dell'ultima cena di Gesù. Quando il santo, portato a spalla da 4 robusti giovanotti, usciva di chiesa per la processione, la Banda era in prima fila poi il Vescovo, poi il Santo seguito dai religiosi, preti, frati e chierici in gran numero e la folla in fila indiana ai lati della strada. Tanto era lunga la fila che, la Banda arrivava in Pian di Macina mentre alla chiesa ancora molta gente doveva mettersi in fila; era spettacolo che andava al cuore a ciascuno di noi. La piazza si riempiva di questo serpentone di persone poi la Banda intonò l'inno a S. Luigi unito al canto dei fedeli. Poi ritornò a S. Bartolomeo e ancora chiesa piena. Il cardinale Nasali Rocca benedì il Santo e la folla, ma quel silenzio fu rotto da un improvviso canto; un vecchio smemorato, ma ancora arzillo e sempre allegro, di nome Alfredo detto "Soz", a voce abbastanza alta cantò: "Bandiera rossa la trionferà". Sbalordito il cardinale interruppe il suo discorso, lo continuò quando vide alcune persone che condussero (a bocca tappata) fuori di chiesa il povero "Soz". Parenti e conoscenti si misero a ridere, gli altri imprecarono; per qualcuno fu come un fulmine a ciel sereno; un vero affronto al partito fascista. Intanto il cardinale fu avvicinato da don Zamboni e messo al corrente in due parole di chi si trattava, continuò la benedizione come nulla fosse accaduto. La festa in chiesa stava per finire anzi, era già finita ancora musica fino a sera. Uno scoppio diede inizio ai fuochi artificiali: bellissimi. "Soz" fu condotto a casa e, chi lo vide durante il percorso diceva: "L'ha avò un bel curagg" e l'altro "l'è un socialista, sal fo spiò zauven al sintrev la tempesta a sach" ma un terzo rispondeva ai due :"L'è un pover' amalè ecco qual cl'è".Il giorno dopo un parente di "Soz" si scusò tanto con l'arciprete dicendo:Fu un momento l'aver perso di vista il "Soz", ma vedrà che mai più succederà un fatto così clamoroso, e il buon prete: "Se sé ma aloura a vli pruibir a Funsat ed vgnir in Cisa; vuetar al savì, totti al matttein cal piova o cal neiva al ven in so, al fa al so gir in Cisa sia cas degga massa o nò par lò le listas, lui non dice nulla, non vede nulla, non dice nulla, incosa a sé scurdè, anch vuetar, an s'arcorda piò incion, ne dè, nemis né ann, né stason, capiv?Saul dou cos al sa: quella ed vgnir in Cisa e quella ed canter bandiera rossa… lassel ben ster, ann'à brisa colpa lò.