N. 1 - Anno XIV - Gennaio/Febbario 2009 Indice giornale

Attualità

IL PD HA SCELTO IL CANDIDATO SINDACO DI PIANORO

  Gianluigi Pagani

Nel giugno 2009 vi saranno anche a Pianoro le Elezioni Amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale (ossia i venti consiglieri comunali) e per la nomina del nuovo Sindaco, che sceglierà poi i componenti della sua Giunta (ossia i sette assessori). Il sindaco uscente Simonetta Saliera non potrà più candidarsi per legge, avendo già fatto due mandati consecutivi (in realtà ha amministrato il Comune negli ultimi vent'anni, alternando le cariche di assessore e sindaco). Nel corso del 2008 i nomi dei papabili nella successione erano quelli degli assessori Enrico Di Stasi (lavori pubblici), Marco Sassatelli (urbanistica) e Nicola Boschetti (politiche giovanili). Poi a Di Stasi è stato conferito l'incarico di governare il Partito Democratico (nuovo segretario comunale di Pianoro ed intercomunale della valle del Savena), Sassatelli ha perso punti (e nessuno conosce i motivi) e Boschetti (si dice, fortemente voluto da Saliera) è stato ritenuto troppo giovane per fare il sindaco di Pianoro. Personalmente mi è sempre piaciuto Marcello Lelli, attuale consigliere delegato allo sport e "braccio destro" del Sindaco, ma il suo nome non è nemmeno entrato fra i papabili. Dalla gara sono stati esclusi immediatamente anche il vice sindaco Augusto Dallolio e gli assessori Nicola Papadopulos e Daniela Mignogna perché provenivano dai partiti sbagliati (i primi due ex Margherita e la Mignogna ex socialista); nel nuovo e rinnovato (!) Partito Democratico, dove il 97% degli iscritti sono ex Ds, non c'è spazio per gli "amici" fagocitati ma non riconosciuti di pari valore. Tralasciamo poi che questi ex partiti minori hanno pochi iscritti; "…da quando abbiamo fatto l'alleanza, non ho ancora visto un margheritino o un socialista alle riunioni in sezione" mi ha detto recentemente un iscritto ai Ds. Di fronte a questa particolare situazione, il PD ha fatto l'ennesima scelta errata: invece di indire le primarie, come tutti si aspettavano (come hanno fatto a Bologna, ossia un sistema di democrazia partecipativa, con cui viene chiesto a tutti i simpatizzanti del centrosinistra - iscritti e non - di votare il candidato preferito), ha svolto una sorta di referendum interno, distribuendo ai propri iscritti un foglio con delle domande, tra le quali vi era anche quella di indicare un possibile candidato sindaco. Il nome prescelto nelle segrete stanze è stato quello di Gabriele Minghetti, attuale presidente del Consiglio Comunale; una persona certamente molto rispettabile, peccato che il suo nome sia il risultato di una scelta di partito, più o meno ristretta, e non di una vera consultazione popolare aperta anche a chi vota centrosinistra e non si è mai iscritto. Peccato che i Ds hanno spadroneggiato all'interno del Partito Democratico senza riconoscere il valore aggiunto dei propri alleati. Peccato che si sia scelto il candidato senza riflettere prima sul programma elettorale e senza confrontarsi con tutte le forze della società civile e della sinistra, tra cui Rifondazione, che sarà costretta, se vuole l'alleanza, ad adeguarsi alle scelte del più forte. Pianoro è sempre stata particolare e diversa rispetto agli altri Comuni della provincia di Bologna: nel 1995 fu la prima a creare un centrosinistra allargato, quando ancora in Italia Romano Prodi stava pensando all'Ulivo; fu la prima a coinvolgere tutti (partiti, volontariato, singole persone, mondo civile, ecc.) sui programmi e sulle scelte politiche, e solo dopo a scegliere gli uomini per portarli avanti. Peccato! A Pianoro abbiamo anche la sfortuna di avere un centrodestra inesistente: nessuno ha fatto sentire la propria voce e nessuno ha ancora aperto la campagna elettorale. D'altronde negli ultimi cinque anni il silenzio della Casa delle Libertà in Consiglio Comunale è stato assordante.


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