| N. 1 - Anno XIV - Gennaio/Febbario 2009 | Indice giornale |
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SOLUZIONE AL NODO DI RASTIGNANO ADDIO |
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Addio, o almeno arrivederci a non si sa quando. La risposta che il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli ha dato all'interpellanza dei deputati PD Gianluca Benamati, Antonio La Forgia, Donata Lenzi, Salvatore Vassallo, Sandra Zampa e del radicale Marco Beltrandi che sollecitava la realizzazione del viadotto per collegare la fondovalle Savena con la viabilità di Bologna, è di quelle che non ammettono repliche: mancano i soldi. La Tav, che doveva fare i lavori, se ne andrà presto ed il Nodo non potrà fruire dei finanziamenti Anas che riguardano solo le reti di interesse nazionale. Un bruttissimo colpo per le speranze di coloro che nel corso dell'incontro organizzato il 24 novembre 2008 da Rotary Club Bologna Valle del Savena e Lions Club Bologna Pianoro degli Ariosto e Bologna S. Luca avevano visto tutte le forze politiche a livello regionale, provinciale e comunale unite in maniera "bipartisan" per trovare i fondi necessari alla realizzazione del progetto approvato dalla conferenza dei servizi. Purtroppo a fronte dei 50 milioni di euro necessari, in cassa ci sono 7,2 milioni stanziato nel 2004 da Anas ed i quasi 9 milioni di competenza Tav (al lordo delle spese sostenute per la progettazione del viadotto). Allo stato attuale nessuna indicazione è possibile su come reperire la differenza. Dai commenti a caldo dei politici non vengono segnali positivi. Il sindaco Simonetta Saliera ha ricordato un impegno aggiuntivo sottoscritto da Anas per altri 10 milioni mentre restano nella memoria le assicurazioni dei vari governi a farsi carico della differenza. Si tratta di promesse, anche documentate, che però non dovrebbero avere un grande valore e quindi che fare? Dovrebbe partire in questi giorni un appello sottoscritto da tutti i parlamentari bolognesi e da una lunga serie di associazioni imprenditoriali e di categoria che sottolineano come la valle del Savena senza la risoluzione del Nodo rischia di non superare l'attuale crisi. Non si sa quale risultato potrà ottenere sopratutto alla luce del citato pronunciamento ministeriale. Le forze politiche pianoresi si sono espresse all'indomani della tragica notizia. Il Centro per la Libertà, che per quasi un anno non ha votato le delibere comunali in segno di protesta, chiede di mettere a Rastignano un centralina che segnali l'inquinamento ed in caso di pericolo bloccare immediatamente il traffico. Da parte di Rinnovamento per Pianoro una sospensione del PRG potrebbe diventare indispensabile essendo lo stesso ipotizzato con il Nodo risolto. Restano il tavolo provinciale e soprattutto quello regionale ed è forse in queste direzioni che si dovrà indirizzare l'iniziativa degli amministratori di tutta la vallata che, ancora una volta, si presenteranno alle elezioni con un imbarazzante nulla di fatto.