| N. 1 - Anno XIV - Gennaio/Febbario 2009 | Indice giornale |
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NON POSSIAMO PIU' ATTENDERE |
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Nostra intervista all'assessore Daniela Mignogna sulla situazione economica delle famiglie pianoresi |
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| Mariangela Cofone | |
Purtroppo non si è di fronte al primo caso, pertanto è davvero arrivato il momento di agire e chiedere una risposta immediata alla nostra amministrazione. Il Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, di fronte a richieste di aiuto da parte di famiglie del nostro comune che riversano in drammatiche situazioni economiche, poiché non riescono ad arrivare non solo a fine mese, ma addirittura a metà mese, ha attivato come soluzione "di fortuna" una rete di sostegno attraverso il centro di distribuzione alimentare e alcune parrocchie del bolognese. A questo punto credo che venga spontaneo porsi un interrogativo: perché si è dovuti arrivare al punto di rivolgersi ad un'associazione quando abbiamo un'amministrazione comunale che dovrebbe prima di tutto provvedere a queste emergenze tra l'altro in aumento? I servizi sociali nel nostro comune esistono e funzionano, ma probabilmente le risorse non sono più sufficienti o non si investe abbastanza. Ci siamo rivolti quindi all'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pianoro, Daniela Mignogna, in carica dal 2004, per tentare di avere un quadro della situazione generale delle famiglie pianoresi.
L'IDEA: Per quanto mi riguarda ho sempre pensato a Pianoro come un comune piuttosto ricco, o comunque costituito da famiglie perlopiù benestanti. Può affermare che sia ancora così, ammesso che in passato lo sia stato?
Dai dati provinciali del rapporto del Centro Demoscopico Metropolitano della Provincia di Bologna, il MeDec del marzo 2008, risulta che Pianoro continua ad attestarsi come terzo comune della provincia come reddito e da questo punto di vista quindi cambiamenti radicali nella statistica non sono avvenuti, bisogna tuttavia tenere presente che i valori qui riportati si riferiscono all'anno precedente e pertanto non forniscono una fotografia completa del periodo coincidente con lo scoppio della crisi finanziaria. Di fatto la crisi abbinata al taglio di fondi da parte dello Stato verso i comuni, ha causato un impoverimento di quelle che sono le risorse che vengono conferite, ed è una ripercussione che noi stiamo cominciando ad avvertire, basti considerare che il fondo regionale sociale è drasticamente diminuito del 31,3%, era cioè il fondo che andava ad integrare tutte le politiche sociali dei comuni. Questo ci ha messo nella condizione di dover drasticamente rivedere tutto il sistema di aiuto al socio sanitario. La Regione ha cercato di ovviare a questo drastico calo con il fondo per le politiche per la famiglia ed il fondo regionale per l'autosufficienza. Si può statisticamente continuare a dire che Pianoro è al terzo posto, tuttavia abbiamo dei segnali di impoverimento, di situazioni cioè di nuove povertà. Dall'osservatorio degli uffici, in particolare dall'attività dello sportello sociale di Pianoro, risulta un aumento della richiesta di informazioni su come avere sostegno economico. In particolare nei mesi successivi all'estate si è verificato un aumento di queste richieste, basti pensare che sul nostro territorio abbiamo avuto almeno 150 cassintegrati e che diverse aziende locali molto forti cominciano a manifestare disagio.
L'IDEA: Il Comune riesce a far fronte a questa domanda crescente di aiuto, è preparato ad affrontare questa situazione?
Posso dire che finora alle domande di contribuzione e sostegno abbiamo sempre risposto. Ciò nonostante, quello che sta avvenendo è la consapevolezza che il Comune, in seguito a questo impoverimento generale di risorse, farà davvero molta fatica a mantenere i servizi di sostegno sociale. Per questo sono già in agenda degli incontri congiunti con il Comune di Bologna, i sindaci, la Provincia e la Regione e tutte le realtà socio assistenziali, le fondazioni e i sindacati, per elaborare strategie per affrontare la situazione di crisi economica. Il nostro Comune intende continuare a sostenere i cittadini in difficoltà socio-economiche, come dimostra l'aumento di spesa che abbiamo sui capitoli del bilancio e che questo sarà integrato, appunto, con lo studio di nuove politiche sociali.
L'IDEA: Secondo lei quale potrebbe essere una possibile strategia per fronteggiare questa tendenza all'impoverimento considerato che i fondi sono limitati e che pertanto, come afferma lei stessa, nel lungo periodo con le scarse risorse attuali non si riuscirà a soddisfare la domanda crescente?
Certamente il confronto con le istituzioni allargate per mettere in fila le priorità, perché nelle definizioni crisi economica e crisi finanziaria bisogna prima di tutto inquadrare i settori dove veramente bisogna far confluire gli interventi, pertanto la prima cosa da fare sarà determinare una scala di interventi per attuare politiche che possano essere sostenute anche economicamente. Un altro aspetto importante è che bisogna lavorare sulle coscienze, perché quando, parlando in generale, un Comune sta bene, si è più concentrati a promuovere il benessere e vedere meno altre realtà.
L'IDEA: Secondo i dati del rapporto MeDec 2008, rispetto all'anno precedente il numero delle famiglie pianoresi la cui situazione economica è migliorata è del 1,3%, rimasta uguale del 8,0%, peggiorata del 9,3%. Sono dati che si riferiscono all'anno 2007, ma già si denota una certa tendenza all'impoverimento. 150 cassintegrati significano 150 famiglie a rischio di sopravvivenza. Come associazione riteniamo che questi dati siano preoccupanti e non debbano essere minimizzati né tanto meno sottovalutati. Ci auguriamo che il Comune di Pianoro risponda immediatamente a queste situazioni critiche, perché una famiglia che non ha da mangiare oggi non può attendere incontri congiunti con Regione e Provincia domani.