N. 2 - Anno XIV - Marzo/Aprile 2009 Indice giornale

Attualità

LA CONFERENZA ORGANIZZATA DA SATYA OM SU ANORESSIA E BULIMIA

a cura di Gloria Gradizzi


Il dottor Mauro Stegagno e sua figlia, la psicologa Elena Stegagno, accompagnati dalla dottoressa Carmen Travaglini e dal figlio Andrea, sono stati ospiti del centro Satya Om  giovedì 22 gennaio per parlare di una malattia terribile, la fame d'amore: anoressia e bulimia. Il dottor Stegagno apre la conferenza citando la frase di un personaggio dei cartoni animati che lo colpì da ragazzino: "Io sono colui che è necessario che sia" affinché con il suo operato possa trasformarsi in ciò di cui le persone hanno bisogno. Mauro Stegagno è specialista in medicina interna cardiologia ed agopuntura, massaggio cinese, omeopatia, floriterapia di Bach, esperto in Qi Gong, istruttore di Tai Qi, direttore sanitario del centro medico di <http://www.centromedicinanaturale.eu> medicina naturale Edward Bach <http://www.centromedicinanaturale.eu> e presiedente di A.M.I.K.A. <http://www.medamika.com>: associazione medica internazionale Kinesiologia Applicata. Nella sede di Pianoro parla di disordini alimentari, disturbi del comportamento che hanno origini sin dal medioevo,  epoca in cui i valori religiosi <http://it.wikipedia.org/wiki/Religione> erano ben radicati nelle persone: l'anoressia era all'epoca vista come un traguardo spirituale da raggiungere. Si parlava addirittura di santa anoressia e digiuni ascetici <http://it.wikipedia.org/wiki/Ascetismo>, in un periodo storico in cui spesso si cercava il perseguimento di virtù spirituali attraverso la mortificazione del corpo. Nel 1860 <http://it.wikipedia.org/wiki/1860> Louis-Victor Marcé descrisse per primo un disordine dello stomaco che si manifestava con una predominanza nel sesso femminile, concetto che fu ripreso ed identificato quasi contemporaneamente da Charles Lasegue <http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Lasegue> come anoressia isterica e da William Gull <http://it.wikipedia.org/wiki/William_Gull> come anoressia nervosa. Fu lo stesso Lasegue a fornire la prima descrizione approfondita del nucleo psicopatologico <http://it.wikipedia.org/wiki/Psicopatologia> centrale del disturbo; a Gull e Lasegue si deve quindi il merito di aver posto l'attenzione sull'origine non organica di tale disturbo, oltre all'intuizione del ruolo importante svolto dalla famiglia nello sviluppo dell'anoressia. Anche Sigmund Freud <http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud> ebbe modo di studiare la malattia; secondo il suo pensiero l'anoressia nervosa era correlata a una forma di melanconia <http://it.wikipedia.org/wiki/Melanconia> a cui non corrispondeva un'evoluzione sessuale, ovvero la persona non aveva sviluppato una propria identità sessuale compiuta. Uno studio effettuato su una raccolta di diverse pubblicazioni di varie nazionalità, sia occidentali sia orientali, ha evidenziato che l'anoressia nervosa è più diffusa nei paesi più progrediti industrialmente, definendola sindrome culturale. Laureata in psicologia clinica e di comunità, la dottoressa Elena Stegagno svolge la propria attività presso l'ospedale Sant'Orsola di Bologna e porta una testimonianza importante e forte, che lascia senza parole: il 70% delle donne in età adolescenziale è affetto da disordini alimentari, laddove negli uomini è più comune la tossicodipendenza. Anoressia e bulimia: cosa sono e come si manifestano? L'anoressia può avere origini genetiche legate a fattori relazionali (condizionamenti nella società), dalla depressione o da un rapporto conflittuale con i propri genitori, in cui l'adolescente si ribella al controllo, ostentando un naturale bisogno di indipendenza, ma rimanendo in realtà dipendente, proprio perché adolescente. Sono ragazzi che non riconoscono la figura della madre o del padre come tale e la rifiutano, perdendone così il riferimento (sdoppiamento di ruoli). L'anoressia è in realtà una richiesta di attenzione al genitore, è un bisogno d'amore incolmabile. Gli affetti da anoressia sono persone che rifiutano il cibo non per mancanza di appetito, anzi la loro attenzione è sempre rivolta al cibo; sono persone che temono di perdere il controllo del proprio peso mettendone in atto continue verifiche dopo ogni pasto; sono persone ossessionate dal possibile cambiamento del proprio corpo; sono persone iperattive che dedicano poche ore al riposo per paura di assimilare calorie; sono persone tendenti alla menzogna e con a volte possibili condotte autolesioniste. Nei soggetti colpiti i disturbi fisici e psichici sono evidenti e si manifestano con complicazioni all'apparato cardiovascolare, gastrointestinale, genito-urinario, al sistema nervoso centrale e periferico; mentre dal punto di vista psicologico si accentuano depressione, fobie di vario genere comprese le ossessioni e la paranoia che può arrivare a veri e propri deliri di persecuzione portando il paziente affetto ad un sempre maggiore ritiro sociale. La bulimia (fame da bue) invece è difficilmente individuabile perché dopo grandi abbuffate, dove possono essere abbondantemente superate le 10.000 calorie a crisi, la persona si libera del cibo procurandosi il vomito, assumendo lassativi o diuretici e praticando esercizio fisico eccessivo. Cosa fare? E' rassicurante sapere che è partito il primo progetto nazionale per contrastare l'emergenza sociale dell'anoressia, della bulimia e degli altri disturbi alimentari, che investono una percentuale crescente di italiani. Sono proposti validi trattamenti per guarire dalla malattia a seconda delle diversità delle cause: psicologico, nutrizionale, farmacologico <http://it.wikipedia.org/wiki/Farmaco> e bioenergetico. Nei casi in cui la vita può essere in pericolo, come ad esempio in caso di magrezza estrema e conseguenze cliniche significative, il ricovero ospedaliero può essere indispensabile, anche se manca la volontà o la consapevolezza della malattia della persona coinvolta. La maggior parte delle donne, dopo cinque anni di cure cliniche, è riuscita a superare lo stato di malattia cronica, arrivando in seguito al recupero completo. Per i giovani che soffrono di disturbi alimentari oggi c'è una cura che deriva dall'incontro tra medicina ufficiale e terapie non convenzionali. Lo dimostra l' esperienza di palazzoFrancischi, centro della Ausl 2 Umbria di Todi che, con la struttura Giovanni Gioia di Chiaromonte in Basilicata, ospita a carico del servizio sanitario ragazze e ragazzi di tutta Italia con problemi di anoressia, bulimia ed altri disturbi alimentari. La conferenza è stata seguita con grande trasporto dai partecipanti la cui attenzione è stata catalizzata dalle parole forti per l'argomento trattato ed anche dal caso personale di una ragazza del centro, che  ha voluto condividere con umiltà e coraggio, la sua esperienza, quale esempio di speranza, volontà e amore per la vita. È stato un incontro intimo con noi stessi, perché anche se non direttamente colpiti ci sentiamo chiamati ogni giorno a fare i conti con la nostra realtà e ad accettarci così come siamo, più o meno storti, in una società esigente e ricca di immagini illusorie che pretende perfezione. Sono tanti punti di partenza e spunti di riflessione verso la continua ricerca dentro il nostro meraviglioso essere.


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