| N. 2 - Anno XIV - Marzo/Aprile 2009 | Indice giornale |
Copertina |
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IL PANE AD UN EURO AL CHILO |
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Rinnovato l'accordo dalla Regione Emilia Romagna |
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| Gianni Zappoli | |
La bella notizia è che il 26 gennaio presso la sede della Regione Emilia Romagna, alla presenza dell'assessore regionale al Commercio e Turismo Guido Pasi, è stato firmato il rinnovo dell'accordo per la vendita del pane fresco di qualità al prezzo di un euro al chilo, iniziativa di carattere sociale lanciata nel 2005 dal Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana in collaborazione con la casa editrice EMI e lo SPI Cgil e sul territorio di Pianoro da sempre sostenuta dal periodico L'Idea. L'accordo, al quale hanno aderito Coop Adriatica e Conad, garantisce ai cittadini dell'Emilia Romagna il diritto di acquistare presso i loro punti vendita almeno un tipo di pane fresco e di qualità al prezzo di un euro al chilo: la sana, classica pagnotta che si mantiene per alcuni giorni, essendo priva di addittivi e che può essere riscoperta anche per preparare quelle merende che il consumismo ci ha un po' fatto dimenticare, quali ad esempio pane e marmellata, pane burro e zucchero, pane e olio, pane e pomodoro tipiche della dieta mediterranea, insomma un passo concreto verso uno stile di vita più sobrio, sano ed economico: una scelta utile a tutti. Il pane fresco e di qualità al prezzo di un euro al chilo è una azione concreta che gode di un grande successo, le vendite sono più che raddoppiate e l'iniziativa si sta diffondendo sul territorio nazionale. Coop e Conad rinnovando l'accordo confermano il loro impegno sociale, impegno che è la loro caratteristica fondamentale, dimostrando con i fatti che l'agire insieme, l'essere uniti in cooperativa, permette di ottenere risultati importanti per la collettività. La brutta notizia riguarda Bologna: è con stupore ed indignazione che apprendiamo in questi giorni di un maxi sequestro di materie prime scadute, alcune tonnellate, effettuato dai carabinieri NAS presso il magazzino della Panificatori spa, azienda che fa riferimento a quella associazione Panificatori di Bologna che ha tanto avversato la vendita del pane a un euro, fornitrice di oltre 300 panifici in città e provincia. Materie prime scadute, utilizzate per produrre pane, focacce, dolci e sequestrate anche presso numerosi fornai clienti della Panificatori spa (Resto del Carlino, 28 gennaio 2009). Romano Bonaga, presidente dell'associazione, tenta di giustificare il reato affermando al giornalista del Carlino: <<Quei prodotti non erano andati a male, solo che erano scaduti>> ed aggiunge << non è mai stata venduta roba andata a male, scaduta forse ma certo non avariata>>. Ringraziamo per le parole rassicuranti Romano Bonaga che da sempre sbandiera la grande qualità del pane bolognese, venduto ai prezzi tra i più cari d'Italia (come già nel 2005 metteva in evidenza Repubblica). Ci chiediamo se sulla sua tavola, certamente raffinata, è presente il buon pane artigiano realizzato con farine scadute, ma non avariate. Approfittiamo dello spunto offerto dalla vicenda per ricordare il progetto Last Minute Market, ideato da Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria dell'università di Bologna, che rende possibile il recupero delle merci invendute, senza valore commerciale, ancora idonee per essere utilizzate, rendendole disponibili gratuitamente ad enti ed associazioni che danno aiuto a persone in situazione di disagio sociale. Un'idea intelligente e virtuosa che ridà speranza in un'Italia migliore.