N. 2 - Anno XIV - Marzo/Aprile 2009 Indice giornale

Cultura

Pianoro racconta (24°)

(Dai Diari del Sindaco Silvio Mucini)

 
Romano Colombazzi

Nell'aprile del 1960 Silvio rileva che l'andamento stagionale del mese di marzo è stato bizzarro e capriccioso come l'andamento politico. E scrive:

1° Aprile 1960 - Venerdì: "Cattolici o Cristiani? Se la Democrazia Cristiana si fosse chiamata Democrazia Cattolica la definizione sarebbe stata molto più appropriata. Infatti in questo partito vi sono molti cattolici che sono cattivi cristiani. Sembra un discorso impossibile ma è vero. Il cattolicesimo è la parte esteriore del cristianesimo ed ha la sua organizzazione umana che spesso diventa materialista e perde tutto ciò che di santo vi è nel cristianesimo, dottrina di giustizia, di amore e di carità. Il Cristo non invoca mai la forza delle armi in sua difesa, mai ebbe un soldato a sua disposizione, nemmeno al momento di essere crocifisso. Ma i cattolici moderni non sono così, odiano i nemici, gli avversari e non voglio fraternizzare. In Francia un sacerdote Sindaco non ha potuto salutare il primo ministro sovietico in visita alla sua città. Penso che prima di essere cattolici occorre essere cristiani e dialogare con tutti, cattolici e non."

6 Aprile 1960 - Mercoledì: "Il crocifisso nell'aula consigliare. Ieri sera un consigliere di minoranza, il capogruppo, mi ha fatto osservare la mancanza del crocefisso nell'aula del consiglio comunale asserendo che siamo in uno stato cattolico. Veramente siamo in uno stato laico e ho risposto che avevo i miei dubbi che l'immagine del Gesù di Nazareth si sarebbe trovata a suo agio in una sala ove non sempre da tutti vengono accettati i principi di giustizia del fondatore del cristianesimo. Non scherzavo, ma poi ho anche rassicurato il mio interlocutore che nessun uomo onesto si deve vergognare di essere cristiano, perciò ritengo che nessuno sia contrario alla presenza dell'effigie del Cristo."

7 Aprile 1960 - Giovedì: "Come è umiliante questo soccorso invernale. Si perdono ore ed ore di diverse persone a discutere e a contrattare la miseria altrui. Per poi arrivare a concedere un pacco di cibarie che altro non è che una umiliante elemosina. E' veramente ora di finirla col considerare i cittadini come un branco di accattoni elargendo cartocci secondo una graduatoria. Siamo sinceri, questo tipo di assistenza è umiliante e feudale. Mi auguro che questo sistema e mal costume scompaia. Non più assistenza ma diritto alla vita."

10 Aprile 1960 - Domenica: "Il nervosismo invade gli animi dei consiglieri. Ho constatato stamane nel presiedere il consiglio comunale che la discussione è accesa, si parla più per puntiglio che per ragionamento. Tutto ciò è un riflesso della situazione nazionale dovuto al governo dell'On. Tambroni. I giornali, tranne quelli democristiani che tacciono e quelli missini che lo esaltano, mettono in risalto la grave crisi che investe la nazione. Il popolo italiano è veramente paziente. Si rende conto della situazione, con coscienza medita ma svolge il suo dovere nei posti di lavoro, mentre in alto la D.C. va verso una deriva destrosa e fascista. L'On. Tambroni che voleva essere il presidente di un governo di pura e semplice amministrazione, ha invocato i voti della formazione politica meno democratica, quella che impersona il fascismo e vive nell'illusoria speranza della sua rinascita".

14 Aprile 1960 - Giovedì: "Oggi, in municipio, è avvenuta la distribuzione di altri 100 pacchi viveri, il cosiddetto soccorso invernale. Ma di chi erano quei pacchi se non dei poveri? E allora perché, se erano già loro, perché salire la scala del municipio e firmare per ricevuta? Perché subire un'ulteriore umiliazione? Qualcuno risponderà che fra questi vi sono dei vagabondi, può darsi ma sono ben pochi. Nella maggioranza dei casi si tratta di anziani che hanno lavorato tutta la vita, che portano i segni della fatica nel volto e nei corpi curvi sotto il peso degli anni, dei disagi di una vita condotta nella miseria e nello sfruttamento. Perché non consegnare a casa questi pacchi? La distribuzione deve avvenire pubblicamente! Ma che povera umanità, divisa in potenti ricchi che consumano milioni in gozzoviglie e in poveri derelitti che devono correre per avere un chilo di pasta!"

(Continua)


Inizio Sommario