N. 3 - Anno XIV - Maggio/Giugno 2009 Indice giornale

Cultura

CAMPANIA INFELIX

Il libro/inchiesta del nostro concittadino Bernardo Iovene presentato alla Factory

  Marco Pizziolo

<<A ogni uscita degli assi stradali ci sono cumuli di "monnezza": nelle strade laterali, sotto i cavalcavia, dentro i campi o a ridosso dei canali. In tutte le piazzole di emergenza vengono abbandonati rifiuti di vario genere….. un degrado culturale, ambientale e comportamentale  che balza agli occhi anche quando si entra nei paesi. In passato lo si intuiva soltanto; ora con le strade invase dai rifiuti, con la puzza e fumi di diossina, è diventato una sorta di amara consapevolezza che è entrata nello stomaco di tutti, velando di tristezza l'animo di un intero popolo. Uno scippo di dignità. Qui le strade sono rotte e polverose, il traffico caotico, la segnaletica inesistente. Rispettare i semafori non rientra tra le abitudini di chi vive in questi luoghi, le strisce pedonali non le fanno perché non servono>>. Questo si legge nell'introduzione del bel libro/inchiesta "Campania Infelix", edito da Rizzoli (BUR) e scritto dal nostro concittadino Bernardo Iovene, da anni residente a Rastignano e  ormai famoso per le sue inchieste nella trasmissione di RAI 3  Report. Per ragionare di rifiuti e di legalità lo stesso autore è stato invitato qualche settimana fa dall'Assessore alle politiche giovanili Boschetti nell'ambito della settimana della legalità. Scorrendo le pagine del libro si insinua un disagio ed una inquietudine per la paura che in qualche modo la crisi della "monnezza" , che è, sempre nelle parole dell'autore, <<punta dell'iceberg di una catastrofe ambientale generale e specchio e causa di una dolorosa catastrofe sociale>>, possa estendersi anche al resto del paese magari fino a noi. Leggere il libro di Iovene significa conoscere  con il giusto approfondimento e con il rigore di una cronaca documentata i danni che possono essere causati dal disinteresse per tutto ciò che non riguarda direttamente la propria sfera personale, dalla diffidenza nei confronti delle autorità, dalla mancanza di controllo dei cittadini verso gli eletti, aspetti, anzi difetti, che sono storicamente presenti nella cultura pubblica di larghe zone del sud, ma che si stanno estendendo purtroppo anche altrove e non rendono immune nemmeno il nord. Non manca una impietosa descrizione dei numeri dell'inquinamento, delle responsabilità che coinvolgono amministratori di destra e sinistra e il dubbio che, nonostante il martellamento mediatico del governo, che sostiene di avere avviato il problema dei rifiuti a soluzione, in realtà le cause siano ancora tutte lì. Tutto male quindi? No, perche nello stesso incontro è sembrato emergere un filo di  speranza, una via d'uscita che si è incarnata nella presenza di due giovani ragazze, Nunzia Lombardo ed Anna Fava, personaggi anche nel libro, che con mille fatiche  hanno avuto la forza di reagire, prima di tutto cercando di capire e poi insieme a tanti cittadini denunciare e farsi sentire organizzandosi in comitati spontanei che con tenacia cercano di fare valere i loro diritti. Ogni lettore può trarre le sue conclusioni, farsi un'opinione  politica o  cercare una interpretazione sociologica o culturale. Quello che pare emergere con chiarezza e senza retorica, sempre con le parole del libro è che <<l'iniziativa deve tornare nelle mani di chi abita queste terre, bisogna approfittare di questo momento infelice per superare quella pigrizia compiacente che pretende che siano gli altri a risolvere il problema>> e questo è il messaggio e monito che l'inchiesta di Iovene lascia anche a noi cittadini pianoresi, forse troppo convinti che queste cose da noi non potranno mai accadere.


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