| N. 4 - Anno XIV - Luglio/Agosto 2009 | Indice giornale |
La Posta |
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LE BARRIERE ARCHITETTONICHE |
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Mi rifaccio alla lettera pubblicata nel numero precedente e firmata da Mauro Paolini che tratta principalmente dei problemi creati dalle barriere architettoniche in Pianoro. Debbo dare atto a Paolini di avermi preceduto nello sprint finale in carrozzina con fotofinish. Avevo già scritto le mie considerazioni ma ho dimenticato di inviarle a voi e riportavo, se non proprio in modo identico, sicuramente gli stessi contenuti. Ora un paio di note personali: già 2 anni fa, a seguito di lamentele esposte in Comune da parte di mia moglie ricevetti una telefonata da Dall'Olio il quale, presentendosi come vice sindaco, dopo avermi fatto tutta una sua prefazione relativamente ai lavori effettuati a favore degli invalidi per quanto concerne soprattutto i marciapiedi, mi chiedeva quali fossero le mie esigenze. Gli ho fatto presente che, se vogliamo, gli stessi sono stati fatti in modo esclusivamente per un fattore estetico e non utilizzabili da chi ha una SAR (sedia a rotelle). Io purtroppo debbo utilizzarla da oltre 5 anni e gli ho fatto presente che il rateo di salita per accedere al marciapiedi dalla strada è impossibile, essendo stato costruito il raccordo con un angolo di non meno 40° (7-8° per legge). Poi gli ho fatto notare che è da 5 anni che non posso andare dal mio dentista che ha lo studio sopra la banca in centro (scalini sia interni che esterni). Per fortuna, e qui con gioia voglio ringraziarlo pubblicamente, il barbiere (mio amico) Giancarlo, viene quando ne ho necessità, a tagliarmi i capelli a casa. Mi sarebbe impossibile poter accedere al suo negozio per i motivi assai evidenti in loco (gradini insuperabili). Mi piacerebbe anche poter andare ad acquistare materiale presso il negozio di giocattoli che sta nello stesso stabile del barbiere, ma è impossibile. Allo stesso vice sindaco dissi chiaramente che mi sarei personalmente messo a disposizione dell'ufficio tecnico gratuitamente quando avrebbero dovuto installare nuovi marciapiedi con relativi scivoli e gli ho anche fatto presente che sarebbe stato opportuno che sia il responsabile dell'ufficio tecnico, che il sindaco e lo stesso vice sindaco avessero, per soli 5 minuti, provato a risalire lo scivolo da loro stessi autorizzato. Ci sarebbe stato da ridere, o forse da piangere. A queste mie rivendicazioni il buon vice sindaco mi disse che sarebbe andato a verificarle di persona, soprattutto i marciapiedi, e avrebbe provveduto a far ripensare quei condomini che ancora non avevano dato (e ancor oggi non hanno dato) il permesso di poter accedere facilmente anche a chi deve utilizzare la SAR e che si sarebbe fatto risentire per indicarmi i provvedimenti intrapresi e le modifiche necessarie effettuate per le agevolazioni a noi diversamente abili. Qualcuno di voi per errore ha ricevuto tale telefonata? Sarei curioso di saperlo, perché alla data odierna (2 anni trascorsi), non ho ricevuto notizie. E' probabile che ancora stia facendo il giro di Pianoro per verificare se tutti i marciapiedi sono a norma, oppure se ne è "inavvertitamente" dimenticato. Vai te a sapere…. E' vero che noi diversamente abili siamo persone che "rompono le scatole", "che non ci va mai bene nulla", "che abbiamo sempre obiezioni da fare" (a proposito, in via Gualando andando verso via dello Sport si incontra uno scivolo per attraversare la strada; puntualmente "proprio li con tanti posti che ci sono, un signore con una bella macchina rossa, proprio li parcheggia: davvero un grande….), "che ci lamentiamo se nel bagno del bar è stato messo in parcheggio un tavolo da ping-pong e quindi non possiamo utilizzarlo al meglio, ma facendo qualche manovra in fondo in fondo poi ci si riesce ugualmente", o quando, mistero della natura, un marciapiedi inizia bene, ma poi arrivi in fondo e pensi ci sia l'ovvio scivolo, questo non c'è, ma trovi un bel gradino raccordato in modo perfetto ad angolo retto che ti da 2 soluzioni: 1) fai il salto del gradino di cm 20, oppure 2) ti diletti a fare un poco di trial sull'erba per poi forse riuscire 5 metri dopo a raggiungere l'agognato asfalto. Altra piccola "chicca": ci sono le strisce pedonali ma lo scivolo è 10 metri più avanti; cosa devi fare? Fai 10 metri avanti, percorri lo scivolo a 45°, arrivi sulla strada, fai 10 metri per andare sulle strisce pedonali rasentando il marciapiede (se non ci sono auto parcheggiate), attraversi la strada, naturalmente anche li non c'è lo scivolo, è 10 metri più a valle, di fronte a quello dal quale sei sceso prima, quindi fai 10 metri a valle, provi a salire dallo scivolo, ma li moriresti se non ci fosse qualcuno che ti dà una mano. Beh, finiamola qui, di cose già ce ne sono abbastanza e spero che a qualcuno arrivino all'orecchio magari, chissà, riesca a metterci una "pezza". Scusateci se siamo troppo rumorosi, ma dato che non ci è concesso fare più di tanto se non scrivere, qualche volta, dateci anche la gioia di vedere concretamente ciò di cui abbiamo bisogno.
Stefano Franci