| N. 4 - Anno XIV - Luglio/Agosto 2009 | Indice giornale |
La Posta |
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A PROPOSITO DI MONTE ADONE |
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Ho letto l'articolo di Stefano Galli su monte Adone e mi sono chiesta se c'è qualcuno, fra i ragazzi che salgono su, che sappia veramente la storia di quella croce che svetta con relativo ometto ai suoi piedi; così si chiama in gergo alpinistico quel mucchietto di pietre ai piedi di molte croci dove sotto c'è, protetto dalle intemperie, un quaderno per scrivere le impressioni sul panorama, sul percorso, ecc. Su monte Adone ci andavano a scalare per allenarsi due giovani del C.A.I. di Bologna: Luigi Zuffa di 23 anni e Luigi Bombassei (Nino) di 33 anni. In una scalata "vera", l'ultima purtroppo, hanno perso la vita entrambi mentre scendevano dalla Roda di Vael nel gruppo del Catinaccio nel lontano gennaio 1962. Avevano scalato una parete di 700 metri dalla base con passaggi di sesto grado superiore in 14 ore e stavano scendendo verso il rifugio quando è sopraggiunta la tragedia causata da tormenta di neve, gelo, ghiaccio e minima visibilità che ha fatto loro sbagliare sentiero e sono precipitati. Zuffa è caduto per primo (non erano legati), Nino, mio marito, è rimasto per parecchie ore in un buco che si era scavato nella neve chiamando l'amico: pensava che fosse caduto in un crepaccio e potesse sentirlo, ma visto che non rispondeva è uscito per cercarlo ed anche lui è precipitato. La squadra di soccorso lo ha trovato ancora vivo. Ha vissuto 10 giorni nell'ospedale di Bolzano: 10 giorni di agonia. Luigi Zuffa è morto sul colpo appena caduto ed il suo corpo è stato trovato dopo giorni sepolto nella neve. L'idea di piantare una croce sulla cima di monte Adone in loro ricordo è stata del parroco di Sasso Marconi don Dario Zanini che per diversi anni, una volta all'anno, vi saliva per celebrare una messa in occasione della festa della montagna. Ecco, questi erano i due ragazzi, grandi amici, ai quali è stata dedicata la croce di monte Adone. Mio marito era originario delle dolomiti con l'amore per la montagna inciso nel cuore. Luigi Zuffa era invece un bolognese, prima speleologo, poi alpinista; nato in Strada Maggiore ed aveva pure scalato la torre degli Asinelli. Tanti anni sono passati ed io non ho più la forza di arrivare lassù. Mi limito a guardare da sotto la vetta inconfondibile di monte Adone e qualche volta riesco a vedere il luccicare della croce.
Elsa Rossi Bombassei