| N. 4 - Anno XIV - Luglio/Agosto 2009 | Indice giornale |
Attualità |
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IL DECENNALE DELLA CASA PROTETTA SACRA FAMIGLIA |
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il saluto del sindaco ed i cento anni di Emilia Monterumesi |
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Stefano Galli |
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Sembra ieri che si sentiva parlare della costruzione della casa protetta Sacra Famiglia eppure siamo già al suo decennale. Dieci anni di impegno sociale verso persone bisognose del nostro paese. Convenzionata con l'Asl la struttura offre la necessaria assistenza agli ospiti ed accoglie ambulatori di fisioterapia per la cittadinanza. Personale qualificato è presente costantemente, comprese le sei suore che garantiscono un eventuale servizio infermieristico notturno. L'organico è di un'ottantina di operatori a fronte di novantasei ospiti. Un medico è presente a tempo pieno e numerosi assistenti ed infermieri si occupano non solo del benessere fisico dei pazienti, ma anche di quello psicologico coinvolgendoli in passeggiate e varie attività. La casa è un vero e proprio piccolo paese con tanto di cappella per le funzioni religiose, sala cinema ed intrattenimento, animatrice, parrucchiera e podologo. Nelle sale si possono vedere le opere appese alle pareti, ognuno realizza quello che riesce, qualsiasi cosa costituisce un allenamento per mani e cervello. <<Un giorno abbiamo fatto la sfoglia e che soddisfazione portarla alle cucine>> precisa suor Giacinta, responsabile del centro. La struttura colpisce per gli spazi, geometrie che danno senso di profondità, vetrate, legno e colonne che si intersecano con gran maestria per fare "entrare il paesaggio esterno che rasserena gli ospiti" come sottolinea suor Giacinta. <<Ho accettato questo incarico con titubanza>> continua suor Giacinta <<ma ora, dopo tanto tempo, ringrazio il Signore per avermi concesso questa forte esperienza di vita. Qui ci sono persone veramente bisognose alcune delle quali non riescono ad esprimersi, ma le cose di cui tutti necessitano sono sempre le stesse: amore ed un po' di attenzioni>>. Ascoltando le parole della responsabile ci si rende subito conto di avere di fronte non solo una persona di fede, ma una persona che ha tramutato la propria fede in opere per il prossimo, opere che partono soprattutto dal saper ascoltare sia gli ospiti che il personale, perché la frangente psicologica è una componente fondamentale alla casa protetta. Visito le sale e visiono il parco che circonda completamente la struttura e crea tanti differenti panorami, dal boschetto con querce ed acacie al giardino roccioso con sassifraghe e fontana, alla parte dedicata alle piante da frutto ed alle splendide viti, che accompagnano l'uomo fin dall'alba dei tempi. E parlando di alba dei tempi, il nuovo sindaco Gabriele Minghetti ha portato il saluto dell'amministrazione ai 100 anni di Emilia Monterumesi, pianorese doc nata nel 1909 al podere Frascaro di Pian di Macina. Una vita iniziata nei campi davanti ai buoi a quattro anni, sposata a sedici con Silvio Lolli che l'ha lasciata una decina di anni fa anche lui centenario. Una vita fatta di fatiche che oggi vediamo nei film, di lotta costante con un mondo montanaro al quale dovevi strappare quotidianamente il pane, famiglie numerose, bambini da sfamare, da vestire, lavori, lavori ed ancora lavori, condivisi con gli inseparabili animali domestici. Una vita di veglie nelle stalle, di notti a mietere col chiaro di luna, di corde da intrecciare durante gli spostamenti da casa ai campi, di cibi poverissimi, cipolle, patate, umidi "col sfesti" come dice lei. Questi i racconti di Emilia, il tutto condito da due guerre mondiali, la seconda delle quali le ha fatto provare il trauma del rifugio e le ha fatto vedere per la prima volta Bologna. Pensando a questo mondo così vicino a noi eppure lontano anni luce dal nostro modo di vivere viene da sorridere: ora dovremmo stare meglio, ma questo miglioramento non sembra essere percepito. Noi, che quando piantiamo un chiodo chiediamo irrimediabilmente aiuto a qualcuno, passiamo l'esistenza a lamentarci dei cattivi programmi televisivi e del fatto che quest'anno abbiamo pochi soldi e dobbiamo fare le ferie in Emilia e non ai Caraibi come vorremmo. Nonna Emilia ci è sempre stata in Emilia ed il mare lo ha visto, si, ma a 65 anni.