N. 4 - Anno XIV - Luglio/Agosto 2009 Indice giornale

La Posta

LA DEMOCRAZIA MALE ESERCITATA


Le recenti elezioni mi hanno portato ad alcune riflessioni. L'esercizio effettivo della sovranità popolare avviene in varie forme, specie il diritto di voto (art. 48 Cost.), mediante il quale ogni cittadino sceglie i propri rappresentanti a cui viene delegata non la sovranità, ma la cura effettiva degli affari pubblici. La lettura di questi che dovrebbero essere principi universali delle democrazie rende ancora più imbarazzante il confronto con la realtà che viviamo. E' di questi giorni la notizia che il nostro governo ha detto si al nucleare contraddicendo la volontà del popolo che dovrebbe rappresentare (non suddito ma delegante) che si è espressa con un referendum contro il nucleare. E ancora: l'elettore delega il proprio candidato a precisi compiti e ad una precisa "appartenenza". Nella realtà si verificano fatti che secondo norme contrattuali (,perché per chi non lo sapesse  il rapporto delegante e delegato è una forma di contratto basato sulla fiducia), potrebbero essere portati in tribunale. Due esempi per tutti. A) voto un candidato appartenente ad una lista che dopo la sua nomina cambia lista contravvenendo al contratto che ha proposto. B) il candidato chiede di rappresentarmi alla provincia. Bene! Io, come tanti  gli diamo mandato di rappresentare le nostre istanze territoriali in quel contesto specifico. Avuto il mandato il mio delegato, per ordine di scuderia,viene mandato in un altro contesto che non solo non rappresenta più la mia volontà, ma non rappresenta nemmeno la volontà degli elettori del contesto territoriale dove è stato mandato. Potrei riempire le pagine di questo giornale con le contraddizioni nate non solo dall'attuale legge elettorale ma dallo stesso concetto di bipolarismo o bipartitismo che esclude di fatto la maggioranza degli elettori creando un sentimento personale di impotenza a cambiare la situazione. Questo significa che una minoranza compatta può dominare, attraverso l'apparato statale, una intera società. Se soltanto il 60% delle persone va alle urne, in un sistema maggioritario con due partiti, il 31% dell'elettorato può imporre la sua volontà al restante 69% dei cittadini; con tre partiti in competizione, il 21% dell'elettorato può controllare un paese attraverso una élite designata. Questo 21% può conferire ad un partito una enorme maggioranza parlamentare di modo che non tutti i voti dei rappresentanti popolari sono necessari per la promulgazione di una legge. Di modo che, in una sorta di bamboline russe o scatoline cinesi, il potere viene esercitato da piccolissime componenti all'interno dell'apparato (il centro nevralgico) mentre le entità più grandi e maggiormente esposte a sguardi indiscreti (ad esempio il Parlamento) svolgono solo la funzione di copertura democratica e di scudo protettivo (ad esempio di giustificazione per qualsiasi tipo di provvedimento, basta che sia votato dal Parlamento). Analizzerei a questo punto le leggi che i vari governi che si sono susseguiti hanno approvato in questi ultimi dodici anni. La ciliegina sulla torta l'accordo sullo sbarramento al 4%.

 

Carlo Battimelli


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