| N. 5 - Anno XIV - Settembre/Ottobre 2009 | Indice giornale |
La Posta |
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CASA DOLCE CASA |
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Qualche anno fa, quando facevo parte della redazione del "Il Punto", mi ero occupato delle problematiche abitative a Pianoro. Dalla discussione preventiva al pezzo, come è consuetudine nelle redazioni che si rispettano, furono varie le ipotesi ed anche le perplessità: cementificazione forzata o recupero del patrimonio immobiliare del comune sul territorio? Per quanto riguarda le vecchie locazioni divenute fuori norma sostenevo di venderle a prezzo politico, diciamo a prezzo del terreno, a delle giovani coppie residenti sul territorio da almeno 5 anni che, attraverso un mutuo, si facessero carico degli oneri di ristrutturazione. Pensavo alle giovani coppie che per una strana combinazione di calcoli si trovano in quella fascia di reddito che definisco "grigia" nel senso che per 100 o 1000 euro sono fuori da tutte le graduatorie e da tutti i benefici derivanti. A pensarci bene questa fascia tra affitto,rette scolastiche, ticket su tutto e di più, a fine calcolo si trova ad essere più disagiata di quella che ha tutte le garanzie di legge. Da quell'articolo ad oggi è cambiato il mondo. Si è scelta la strada del rinnovamento per certi aspetti necessario e condiviso, almeno dal sottoscritto, anche se resta in piedi la problematica di cui sopra. Quella zona "grigia", quei giovani non potranno mai accedere per i costi o per mancanza di requisiti al "rinnovamento" e nel contempo sono costretti a pagare l'affitto che a Pianoro varia da 500 a 650 euro al mese. Come fare? Penso che sia ancora una domanda irrisolta a cui la nuova amministrazione spero voglia dare una risposta. Un'altra questione, anche se sembra fuori tema, ma di cui ho sentito parlare è la dismissione del campo TAV.
Alcune voci danno per scontato che l'intera area verrà adibita a nuova zona industriale. Considerando come sta andando l'economia e considerando che le fabbriche tendono a dislocarsi fuori dall'Italia non potrebbe essere adibito ad altro un campo così attrezzato, con tutte le infrastrutture che ha? Ad esempio perché non farne un ostello collegato alla università di Bologna? Penso ai giovani costretti a pagarsi un posto letto in una camera doppia 300/350 euro e di questi giovani Bologna ne ospita quasi 20.000. Potrebbe diventare una forma d'investimento a lungo termine e, anche se in piccola parte, sopperire alla mancanza delle entrate dovute allo spot elettorale di Berlusconi che stanno pagando i comuni, per intenderci ICI prima casa?
Carlo Battimelli