| N. 5 - Anno XIV - Settembre/Ottobre 2009 | Indice giornale |
Cultura |
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Pianoro racconta (25°) |
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(Dai Diari del Sindaco Silvio Mucini) |
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Romano Colombazzi |
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Alla fine del mese di aprile del 1960 Silvio scrive il resoconto del mese: 30 Aprile 1960 - Sabato: "Piove a dirotto da due giorni. A pochi chilometri da qui nevica. Le alture del nostro comune sono incappucciate di bianco, il grano ingiallisce per la troppa umidità e per la mancanza di sole. Non si lavora nei campi, le colture primaverili non si seminano, i vigneti sono infestati di erbacce. I terreni in collina franano, molte strade sono interrotte e il transito è difficile. La situazione è preoccupante. A Roma si fa un governo che non potrà funzionare e avremo ancora la paralisi amministrativa. I Comuni fanno il possibile ed eseguono lavori per decine di milioni. Ma i soldi dove sono? Chi è disperato può anche rubare per lo stretto necessario. Ma il Comune cosa può fare? Non si possono lasciare le borgate isolate, prive di comunicazioni. Vi sono gli ammalati da accudire e da trasportare. Non si può rimanere inerti per carenza di leggi o per incuria della politica. A Roma si discute, si discute e intanto continua a piovere. Il maltempo, iniziato nell'agosto dello scorso anno, ha raggiunto il massimo di intensità in questo mese di Aprile. I giorni 17-18-19 sono stati 72 ore di pioggia ininterrotta; i nostri 180 chilometri di strada comunale sono ridotti in condizioni indescrivibili, sono cadute 35 grosse frane e si sono verificati 10 cedimenti dei piani stradali. La strada che da Molino di Zena porta a Crocetta è stata completamente distrutta per 3 chilometri; il danno è tale che si pensa sia conveniente ricostruirla in altra sede. Da una perizia molto attendibile si stima che, per riportare la nostra viabilità alle condizioni in cui era nell'agosto del 1959, occorrono oltre 10 milioni di lire. Che fare? Vi è una carenza di leggi o meglio una miriade di leggi carenti senza sostanza, create allo solo scopo politico di non attuarle. Ma come è possibile che a 15 anni dalla furia della guerra e a 13 anni dalla promulgazione della Costituzione siamo ancora a questo punto. Un Sindaco deve avere il potere di intervenire con fondi d'emergenza in caso di pericolo o di grave incombenza senza dovere chiedere a destra e a manca e senza le pastoie burocratiche. La nostra fortuna è che abbiamo un popolo paziente e comprensivo; la comprensione è bella fino a quando non si trasforma in rassegnazione. Questa mattina è venuto da me un mezzadro che ha chiesto il ricovero in manicomio del figlio di 30 anni, forte e robusto, quali le cause? Più tardi un altro salariato, proveniente dal Veneto, si è presentato con una ricetta asserendo di avere la moglie gravemente ammalata e di non avere un centesimo per comprare le medicine e per accudire i suoi 3 figli piccoli. Una carovana di zingari sosta nella periferia del paese e stanno molestando la popolazione chiedendo l'elemosina con la loro abituale insistenza. Tre diversi episodi di miseria morale, fisica e materiale. Dobbiamo rassegnarci a queste miserie oppure combattere questa degradazione deplorevole e vergognosa dell'uomo?"
(Continua)