| N. 5 - Anno XIV - Settembre/Ottobre 2009 | Indice giornale |
La Posta |
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DISABILITARE LA DISABILITA' |
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Da tempo mi sto interessando di problemi legati alla disabilità e, come sempre, non mi stupisco di proteste, peraltro molto garbate, di cittadini come Stefano Franci che non possono vivere e muoversi come tutti gli altri a causa di problemi legati alla deambulazione. Sono decine sul nostro territorio, ma non li vediamo facilmente perché faticano ad avere una vita sociale come tutti. Stefano conclude la sua lettera su L'Idea scusandosi di "rompere le scatole", ma noi riteniamo che sul problema dell'abbattimento delle barriere architettoniche presenti in una comunità, come il nostro paese, non si rompano mai abbastanza queste scatole che paiono di acciaio. Personalmente, mi sono prodigata in tutti i modi perché la disabilità trovasse risposte adeguate da parte del Comune, ma non sempre questo è stato possibile. Bisogna mettere in condizione chi non deambula di muoversi agevolmente all'interno della propria abitazione, di uscire senza difficoltà dall'edificio dove abita, di andare ovunque senza inciampi o intoppi, senza essere costretto a muoversi lungo la strada perché i marciapiedi non sono percorribili, avere sempre la possibilità di frequentare strutture ed impianti per attività riabilitative e sportive. Il gruppo di cui faccio parte ha proposto di cominciare da subito a fare una mappatura del territorio, utilizzando, perché no, quegli stessi cittadini che conoscono bene le insidie della mobilità, per verificare la fruibilità dei parcheggi riservati, stabilire quello che è di competenza comunale, ma facilitare anche i privati ed invogliarli a ridurre le barriere che esistono sulle loro proprietà. Seguiremo, dunque, lo sviluppo di queste situazioni in modo particolarmente attento e ci faremo carico di recepire altri disservizi con una logica molto semplice: la persona disabile può e deve vivere come il resto della cittadinanza.
Daniela Mignogna