| N. 5 - Anno XIV - Settembre/Ottobre 2009 | Indice giornale |
La Posta |
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PIANORO E' UN PAESE ACCOGLIENTE? |
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Se Pianoro sia o meno un paese accogliente me lo chiedo da anni, del resto la nostra amministrazione lo ha scritto e lo ha promesso. Esprimendo la mia opinione, spero di suscitare un bel dialogo con altri lettori de L'Idea, tenendo conto che le mie parole nascono da una riflessione attenta su un vissuto di quasi 40 anni e da un preciso interesse nei confronti della comunità di cui faccio parte. I presupposti per un paese accogliente ci sono: l'aria è buona, si dorme bene, c'è tranquillità, il paesaggio che ci circonda è bello. Negli anni il paese si è trasformato, non sempre armonicamente, ma molto si è fatto per ricostruire un tessuto sociale che la guerra aveva cancellato. Penso che abbiamo avuto l'irripetibile occasione di vedere ricostruito dal nulla un abitato nuovo, esteticamente ed architettonicamente pregevole: non è avvenuto così generalmente soprattutto negli edifici pubblici ed anche nel privato. E' vero, la montagna alle porte limita le prospettive, non sempre i progetti hanno un andamento rettilineo, ma si poteva fare meglio e secondo me lo si potrebbe ancora fare. Manca a mio parere una visione armoniosa del paese nel suo insieme e nelle varie parti fra loro, dove la piazza ed i portici diventano luogo d'incontro e di scambio, dove il verde sapientemente progettato fa da amalgama fra le costruzioni (alcune assai incombenti), dove le auto ed i bidoni della spazzatura sono protagonisti delle nostre strade. Cosa faranno i nostri amministratori, ce lo diranno e ne parleremo? Quanto a noi che viviamo la quotidianità potremo dare alcuni suggerimenti proprio perché sono concreti ed attuabili subito. Le pensiline alle fermate degli autobus si dovrebbero lavare, aggiustare, vietare le affissioni. Le piazzole per bidoni di ogni genere andrebbero rigorosamente spazzate, invitando i cittadini ad essere più educati. Le scritte sui muri e nei sottopassi andrebbero cancellate. L'illuminazione di strade e piazze deve essere progettata, la luce appropriata rende i luoghi più attraenti. Manca il colore nella vegetazione dei luoghi pubblici (esclusi i nuovi impianti). E' carente la manutenzione delle aiuole e vi sono luoghi che ne sono privi ed altri dove ve ne sono troppe. La collocazione dei cassonetti dell'immondizia deve essere conveniente non solo per l'operatore Hera. Proporrei ad Hera di bandire un concorso per nuovi bidoni più gradevoli ed estetici dal momento che dobbiamo convivere con essi. Chiederei alla proprietà delle ex Coop di viale Risorgimento di "velare" opportunamente e decorosamente quella bruttura in attesa di futuri progetti. Occorre regolare ed armonizzare l'esposizione e la collocazione di tende, fioriere, tavolini, garage di fortuna per auto, roulotte, ecc. L'ingresso delle scuole non può essere così "spoglio" ma deve essere rallegrato dalla presenza di cespugli sempreverdi e rifiorenti o da vasi affidati alle cure di giardinieri volontari e genitori appassionati. Mi conforterà sapere che il nostro Sindaco Gabriele Minghetti ed i suoi Assessori camminando per il paese di tanto in tanto, coglieranno con occhio attento quello che quotidianamente si può vedere. Penso che un paese si trasformi e si definisca anche grazie all'attenzione per le piccole cose, alla cura di ciò che è più nascosto: il posto in cui viviamo è come una casa ed i particolari sono quelli che lo rendono unico, riconoscibile e diverso da altri dove è piacevole e accogliente vivere.
Laura Podestà