| N. 5 - Anno XIV - Settembre/Ottobre 2009 | Indice giornale |
La Posta |
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GIOVENTU' SPRECATA |
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Per parecchio sono stata in forse nello scrivere questa lettera e chiederne la pubblicazione. Ma credo ne valga la pena. Mi è capitato un fatterello al quale, in relazione a quanto ci ho perso, non ho dato molta importanza, ma ne ho data alla luce del carattere morale che la cosa rivestiva. Ai giorni nostri sembra che la moralità ed il rispetto dovuto al prossimo siano diventati motivo di derisione. Mi capita sovente di osservare nella nostra gioventù (ovviamente con le immancabili eccezioni) la tendenza a smerciare una sciocca e strafottente aria di superiorità del tutto inadeguata e la voglia di imbrogliare, il più delle volte a bassissimo livello. Il che può portare a scelte furfantelle, come dimostra il fatto capitato a me lo scorso giugno. Uscivo di casa per salire in macchina quando fui avvicinata da un ragazzo in sella ad un motorino. Il giovane, con fare educato e timido, mi chiese se potevo aiutarlo. La richiesta di aiuto da chicchessia ha per me un'importanza che supera il sospetto o il timore dell'imbroglio. Il ragazzo mi disse che era rimasto senza soldi e con il motore del mezzo privo di carburante. Non sapeva come tornare a casa. Mi pare parlasse di Corticella. Molti anni fa, di ritorno dall'ufficio con la mia 500, in una serata invernale, a me capitò la medesima cosa. Un benzinaio mi era venuto incontro dandomi a credito un po' di benzina. Il giorno seguente mi presentai da lui con quanto dovuto. Così, quel giorno, mi sentii di aiutare il ragazzo, invitandolo a riportarmi la somma in tempi brevi. Non è accaduto. Ovviamente l'imbroglioncello avrà riso coi compagni di quella che avrà ritenuto la mia "dabbenaggine". Vorrei dire ai nostri giovani che cose di questo genere umiliano la loro giovinezza, non le persone come me. Io ho perso un po' di denaro, il che, tutto sommato, non mi rovina. Ma quel ragazzo ha perso ben di più: il rispetto di sé stesso. E se in futuro alzerà il tiro, non è improbabile che trovi ospitalità nelle patrie galere. In quanto a me, non sarà questo piccolo furbastro, col suo comportamento becero, a farmi desistere dall'essere generosa.
Luigia Bimbi