| N. 6 - Anno XIV - Novembre/Dicembre 2009 | Indice giornale |
Cultura |
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BREVE STORIA DELLA LETTERATURA A FUMETTI |
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Stefano Galli |
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Chi non conosce i fumetti, chi non si è mai soffermato su queste letture che abbinano testo ed immagini e concedono al lettore piacevoli pause rilassanti che staccano il pensiero dalle tensioni quotidiane regalando attimi di svago. Il pianorese Daniele Barbieri analizza tutto il fumetto mondiale rendendo onore ad un genere forse a torto ritenuto dai più un passatempo per ragazzi. L'idea di una sequenza ad immagini che racconti un episodio non è un'invenzione recente, se ci pensiamo bene tutti noi abbiamo visto le colonne istoriate romane che descrivono battaglie o alcuni disegni egizi che raffigurano faraoni vittoriosi su popoli invasori. Ma il fumetto vero e proprio prende vita solamente un centinaio di anni fa negli Stati Uniti d'America. Le prime tematiche nascono da quel fermento di situazioni multietniche dei quartieri di immigrati delle grandi città americane dove vivono ammassate persone che hanno origini diverse, parlano lingue diverse e faticano a leggere l'inglese. La narrazione ad immagini trova terreno fertile in tali ambienti. Da questi primi temi popolari si passa ad eroi veri e propri come Tarzan e Flash Gordon e si cominciano a delineare i filoni avventura, fantascienza e poliziesco. Il primo vero bum del fumetto arriva dopo il 1938 con Superman che apre la strada a supereroi americani come Batman, Spiderman e molti altri. Col tempo si crea la sensazione dell'esistenza di una realtà alternativa condivisa e nascono interrelazioni fra personaggi che sconfinano nelle diverse pubblicazioni. I vari comics cominciano a colonizzare riviste e giornali con strisce periodiche satiriche, ma anche culturali. Dal genere umoristico nasce Topolino con tutto il mondo Disney, mentre in Giappone prendono piede i robot giganti. I Peanuts di Schulz e Mafalda di Quino utilizzano l'umorismo per fare una tagliente e spietata critica di alcuni aspetti della società moderna con evidenti richiami psicologici. Daniele Barbieri propone un'interessante analisi del fumetto americano, giapponese ed europeo, dedicandosi anche al fenomeno italiano dominato dai personaggi bonelliani, ma affiancato da autori di stile come Milo Manara, Andrea Pazienza, Hugo Pratt e dalla mitica coppia Magnus Bunker. Nel tempo questo interessante fenomeno editoriale ha raggiunto tutti i generi letterari compreso il noir ed il porno andando a ricercare ogni genere di lettore. Dalle pagine di Barbieri si capisce che il fumetto è cresciuto assieme a tutti noi, ma è rimasto giovane, capace di entusiasmare e di far sognare, ma capace anche di far riflettere o di far ricordare. Il libro di Daniele Barbieri si può trovare nelle librerie a 14,50 euro.