N. 6 - Anno XIV - Novembre/Dicembre 2009 Indice giornale

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NOI ABITANTI DI PIANORO QUINTO

 
Stefano Galli

Giuseppe, ragazzo universitario conosciuto in uno dei tanti pub di via Zamboni, studente, mi viene presentato mentre sorseggiamo birra. Fra le varie chiacchiere mi chiede di dove sono. <<Pianoro>> gli dico. Riflette un po' poi ribatte: <<Ma si Pianoro Quinto, è un paese in collina, ci sono passato per andare ad una festa a Loiano>>. Penso sia una battuta e mi metto a ridere: <<Pianoro e basta, non Quinto, ti stai confondendo dai>>. Ma Giuseppe sostiene di aver letto il cartello sulla strada che costeggia il fiume. Rimango un po' perplesso poi realizzo. Arrivato a Pianoro Vecchia ha visto il cartello Pianoro V che la sua indole di studente e la nostra storia latina ha trasformato in Quinto. Il nostro paese cambia nome in base al luogo dal quale lo raggiungi, si leggono cartelli con scritto Nuovo e Nuova, Vecchio e Vecchia. Ora è arrivato anche Quinto. Ma non potremmo fare una bella cosa: chiamare il nostro paese semplicemente Pianoro. Ormai non vi è discontinuità di abitato fra i due nuclei, inoltre non si fa un torto storico a nessuno, visto che il paese nuovo è sorto nel dopoguerra tanto che i nostri vecchi dicono Pianoro per indicare la parte vecchia e Pianoro Nuova per indicare la nuova. Come giornale vorremo fare questa proposta all'amministrazione, pensiamo sia più chiaro e dignitoso anche perché per indicare i vari luoghi esistono inequivocabilmente i nomi delle strade. Forse qualcuno pensa che sia un problema di poco conto, ma se siamo un comune che non riesce a dire il proprio nome c'è qualcosa che non va.


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