| N. 6 - Anno XIV - Novembre/Dicembre 2009 | Indice giornale |
Attualità |
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QUANDO LO STADIO DI PIANORO ERA INTESTATO A MARIO LOLLI |
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Stefano Galli |
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In casa con gli zii, tazza di the, solite chiacchiere, niente di nuovo in apparenza. Ma parlando del più e del meno salta fuori che lo stadio di Pianoro era intitolato a Mario Lolli, uno zio che non ho mai conosciuto. Penso di aver capito male ed inizio ad indagare. Lo stadio fu costruito col lavoro volontario dei pianoresi nel primo dopo guerra. Mario Lolli a quei tempi era un giovane calciatore e morì nel 1954 in un incidente stradale. In seguito alla tragedia fu deciso di dare il suo nome allo stadio con tanto di targa commemorativa. Bisogna calarsi nell'atmosfera del tempo dove i pianoresi, appena usciti da una guerra e senza televisione, facevano dei calciatori dei piccoli eroi locali. Lo sport allora era un simbolo di rinascita, di rivincita sulle atrocità appena vissute. <<Si arrivava a casa dal lavoro e si andava allo stadio con le carriole per costruire qualcosa per il paese>>: queste le testimonianze di chi ha vissuto quegli anni. Il paese era molto piccolo, fatto di poche case, ci si conosceva davvero tutti e la morte di questo giovane calciatore fece un enorme scalpore. Negli anni settanta il campo fu ristrutturato passando da un orientamento est-ovest ad un orientamento nord-sud, si costruirono la tribuna e gli spogliatoi. In questa occasione sparì la famosa targa nel silenzio di tutti e da allora lo stadio è diventato comunale. Possibile che il nome di una struttura pubblica finisca nel nulla? Mi chiedo come mai dirigenti della Pianorese Calcio, famigliari, amici, amministratori abbiano trascurato la cosa? Rimango un po' perplesso dalla vicenda. Passarono altri anni e lo stadio venne intitolato ad un'altra persona. Di Mario Lolli non rimane traccia. Tutta questa vicenda implica alcuni ragionamenti primo fa tutti mi chiedo se sia giusto oppure no intestare strutture pubbliche a delle persone. Penso che l'attuale intestazione dello stadio sia stata ampliamente meritata da parte di una persona che vi ha lavorato tutta una vita. Non posso però fare a meno di ricordare che oltre a lui altre persone hanno dedicato parecchie energie alla struttura e non vedranno mai il loro nome figurare sulla stessa. Forse alle famiglie di tali persone avrebbe fatto piacere un riconoscimento per il loro caro. Guerrino Maurizi, recentemente scomparso, grande personaggio dello sport pianorese dal dopoguerra ai giorni nostri è passato a miglior vita senza vedersi intitolata nessuna struttura. Se una sola persona partecipa attivamente al mantenimento di un impianto non vi sono dubbi, ma nel caso in cui la struttura venga gestita da un gruppo come ci si deve regolare? Oltre allo stadio penso alla piscina comunale, intitolata ad un altro grande personaggio dello sport del nostro paese, ma assieme a lui vi era un gruppo che gestiva le vasche. La proloco, la bocciofila e numerose associazioni di volontariato non sono dedicate a nessuno, le intitoleremo a colui che avrà il macabro primato? Forse sarebbe più corretto non dare nessun nome alle strutture pubbliche e ricordare le persone che hanno dato un grande contributo allo sviluppo del paese intitolando loro delle strade, in tal maniera non si farebbero torti a nessuno. La soluzione in tasca non la posseggo, visto lo svolgersi delle cose penso che forse una piccola targa che ricordi che praticamente per vent'anni lo stadio è stato intitolato a Mario Lolli si potrebbe anche mettere, come su certe vie di Bologna dove si legge in grande il nome della strada e sotto in piccolo: già via e la vecchia dicitura.