N. 6 - Anno XIV - Novembre/Dicembre 2009 Indice giornale

Cultura

PER UNA MEMORIA CHE NON CEDE ALLA NOSTALGIA

  Mili Romano

Numerose sono le iniziative della Festa della Storia, che dal 2004  nel mese di ottobre vede Bologna e la sua provincia teatro di una serie di eventi culturali finalizzati a riscoprire nella "Storia" e nella memoria una spinta dinamica e propulsiva alla conoscenza ed alla vita attiva del  presente per progettare un futuro culturale e sociale il più possibile ricco e vivace.  Presso il museo di Arti e Mestieri "Pietro Lazzarini" dal 17 al 25 ottobre è stata allestita la mostra "La scuola del leggere, scrivere e far di conto" a cura dell'associazione "Territorio e civiltà dei mestieri". Pagelle del periodo fascista sotto il Ministero dell'educazione nazionale Opera Balilla, quaderni  scolastici, vecchi alfabetieri, libri e sussidiari, accanto a letterine di natale in carta traforata come un delicato pizzo, nelle quali ciò che più colpisce è che nessun bambino chiede giocattoli, ma pace, salute, il desiderio che il papà potesse tornare dal fronte per poter rivedere la famiglia riunita: "Mio babbo non lavora perché è tornato malato dalla guerra." - "E' l'aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende."- "Gli aerei stanno sorvolando la scuola e forse vanno a bombardare L'ondra  (giudizio: molto male" ). - "Per la giornata del risparmio la mia nonnina mi regala spesso qualche  bella lira bianca."- "Sono stato cattivo, sono stato cattivo, sono stato cattivo."- "Mentre il dottore mi faceva la vaccinazione gli altri ridevano e il dottore ha detto "adesso la faccio anche a voi". La maggior parte dei materiali esposti appartengono alla bella e ricca collezione di Marta Rocca, ben nota maestra della scuola elementare di Pianoro, e ad alcune famiglie del  paese che hanno prestato all'iniziativa giochi d'epoca o fotografie prese dall'album dei ricordi che hanno arricchito il già folto gruppo messo a disposizione dall'archivio comunale. La novantenne signora Edvige, che ha dato agli organizzatori alcune foto in cui i bimbi erano in divisa da "piccoli italiani", racconta di averle salvate soltanto perché le ha sempre conservate in una scatolina insieme a pochi altri oggetti a lei cari che portava sempre con sé nei vari spostamenti quando la sua famiglia era sfollata. Foltissimo il pubblico di tutte le generazioni, ma in gran parte di bambini che, dopo essere andati in visita con la classe nel corso della settimana, sembra proprio che abbiano insistito per portare genitori e nonni sollecitando i loro racconti fra calamai, pennini, squadre, righelli e carte geografiche, vecchi arredi, cattedra, banchi e  lavagna della  scuola. La nascita della scuola coincide con la nascita del paese perché a Pianoro Nuova la scuola, assieme alla chiesa ed alle case di via Dante Alighieri, Matteotti, Pierino Bolognesi e Carducci, ha fatto parte del primo insediamento sorto per ospitare gli sfollati dell'immediato dopoguerra ed è all'origine dell'identità locale. Forti di una memoria viva e che non cede alla nostalgia, ci giungono, con le foto di classe, di refettorio, di ricreazioni lontane, i ritagli di giornale sull'inaugurazione della scuola, pazientemente raccolti e conservati da Carolina Cenci, prima direttrice didattica.


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