| N. 6 - Anno XIV - Novembre/Dicembre 2009 | Indice giornale |
Attualità |
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LA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI MONTERENZIO |
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una storia che viene da lontano |
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Spirito di servizio verso la propria comunità, attaccamento al territorio, lungimiranza. Questo ed altro ancora devono aver guidato i diciotto soci fondatori che più di un secolo fa, nel 1902, hanno dato vita alla Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio. Tra loro, incoraggiati dal parroco don Pietro Fagioli ed ispirati dalla "Rerum Novarum" di Papa Leone XIII, troviamo agricoltori, muratori ed operai, ma anche calzolai, possidenti, bottegai e mugnai. Professionalità ed estrazioni sociali differenti che hanno saputo dare alla Cassa Rurale dei Depositi e Prestiti di San Benedetto del Querceto, questo il primo nome della BCC di Monterenzio, una solida base per svilupparsi e crescere fino ad oggi. Dalla canonica della chiesa parrocchiale di San Benedetto del Querceto, storica sede iniziale e primo sportello dell'Istituto, la banca ha saputo espandersi e rafforzarsi senza perdere di vista la sua "mission" iniziale: il servizio alla comunità. Tra il 1902 e il 1920 vi era un unico sportello aperto solo la domenica dopo la messa: il giorno di festa come momento di incontro tra i soci e di confronto sui progetti e sulle problematiche comuni. Nel dopo guerra prosegue il radicamento sul territorio. Nel 1983 viene inaugurata la prima filiale a Monghidoro, a cui seguiranno le aperture nel 1990 a Pizzano, nel 1993 a San Benedetto Val di Sambro, nel 1996 a Castiglion dei Pepoli. Infine nel 2000 l'apertura della filiale a Rastignano, che nel 2008 si è spostata nei locali acquistati dalla banca in via Andrea Costa 106, in una sede confortevole ed accogliente. Una crescita ed un radicamento sul territorio che hanno riguardato in passato soprattutto i territori del nostro Appennino, compresi nella Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi, ma che prevedono un allargamento con un'apertura di una nuova filiale a San Lazzaro di Savena, dove sono già iniziati i preparativi per l'allestimento dei locali per l'apertura all'inizio del prossimo anno. Quei diciotto soci iniziali sono oggi diventati più di 1.700. Quelle poche migliaia di lire di patrimonio sono diventati quasi diciotto milioni di euro. Quel radicamento nel territorio, cardine essenziale ed irrinunciabile su cui si fonda la BCC, viene perseguito tra l'altro con l'attività svolta dai comitati locali soci. A questi, infatti, è demandata la gestione dei fondi che la banca mette a disposizione per la promozione di eventi ed iniziative di vario genere. La recente crisi finanziaria ha riproposto con forza il ruolo e la funzione strategica delle Banche di Credito Cooperativo. Queste fanno della conoscenza del territorio una delle loro peculiarità distintive. I recenti e ripetuti riconoscimenti al ruolo svolto durante questa crisi nel supporto, senza soluzioni di continuità, all'imprenditoria del nostro territorio, ha minato certe convinzioni che vedevano inequivocabile la formazione ed il permanere solo di grandi gruppi bancari. La BCC di Monterenzio non è stata da meno, continuando anche in questi mesi di crescente difficoltà, a sostenere i propri soci e clienti nelle loro attività di impresa e nei loro progetti. Tutto questo ovviamente, sempre nel rispetto fondamentale delle regole e nella valutazione più attenta del merito creditizio.
Paolo Panzacchi
coordinatore Comitati di Zona BCC di Monterenzio