N. 1 - Anno XV - Gennaio/Febbario 2010 Indice giornale

La Posta

LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA: UN'OCCASIONE PER RIFLETTERE


La sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo contro i crocifissi nelle aule scolastiche ha suscitato indignazione e sconcerto della maggioranza degli italiani, per la precisione dell'84% secondo un sondaggio del Corriere della Sera. E' palese che il crocifisso è un simbolo che rappresenta i valori del nostro popolo, ma c'è di più anche chi non fa riferimento a quei valori ma ne ha rispetto. La crocifissione di un uomo innocente, che si è detto figlio di Dio e ucciso in modo infamante, segno di debolezza e forza, modello di umanità per la sua capacità di proporsi senza imporsi è diventato il simbolo, l'iconografia che più rappresenta i valori del nostro popolo. E' con stupore e gratitudine che ricordo tutto ciò prima di tutto a me stessa e questa sentenza diventa occasione per riflettere. Per noi cattolici è giusto chiedere rispetto, ma avere il crocifisso solo sui muri non cambierebbe nulla se non lo riconoscessimo più dentro di noi e quindi non fossimo capaci di generare l'umanità che ci propone. Per i non credenti  toglierlo dai muri è un atto eccessivo, segno di un modello di società più attenta al capriccio del singolo che al rispetto di simboli  e valori che tanto hanno  generato e fatto grande la nostra civiltà. Ho iniziato dicendo che gli italiani nella quasi totalità si sono indignati e turbati, ma non saprei i Pianoresi, non esistono sondaggi in proposito, ma sappiamo che a Pianoro  il crocifisso già da qualche anno è stato tolto dall'aula dove si riunisce il  Consiglio Comunale. Qualche anno fa ci sono stati i lavori di ristrutturazione della nostra casa comunale e la vecchia aula si è trasferita al piano terra, inaugurata  alla presenza di tutte le autorità, dei cittadini e del parroco. In quella occasione si è scelto di non mettere il crocifisso. Magari questa potrebbe essere l'opportunità per un ripensamento. Siamo certi che sia la volontà popolare e che il nulla al posto una tradizione  così profondamente condivisa sia meglio?

 

Carla Balivo


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