N. 1 - Anno XVII - Gennaio/Febbario 2012 Indice giornale

Copertina

FRANCESCO GUCCINI A RASTIGNANO

  Sebastiano Bernardi

Pochi giorni dopo che la biblioteca Don Milani di Rastignano affiggesse sulla porta d'ingresso una locandina con su scritto: "C'è chi dice no!", ospite della serata Francesco Guccini, fu subissata da telefonate di pianoresi increduli. Io stesso, quando lessi il nome di uno dei più grandi cantautori italiani, andai di persona alla biblioteca, fortemente dubbioso che il "Guccini" della locandina fosse quello che mi aspettavo io. Non riuscivo proprio a credere che un'artista del calibro di Fabrizio De Andrè, che aveva fatto la storia della musica italiana, tenesse un intervento a due passi dalla mia abitazione, e per di più in un luogo che frequento abbastanza regolarmente. Di fronte al mio scetticismo, la bibliotecaria Manuela Zocca sprofondò nella sedia, giustamente esasperata da giorni e giorni di domande del mio stesso genere, e con un sorriso stanco mi rassicurò che: "Sì, è proprio Guccini, quello vero". L'evento, organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune e dalla Provincia di Bologna, rientrava nell'ambito della manifestazione "Il Buffet del Giovedì", per il ciclo di incontri "L'obbedienza non è più una virtù". Quindi era proprio vero: Rastignano avrebbe ospitato il grande Francesco Guccini, un uomo che, con le sue parole, riesce e riuscirà per sempre a far commuovere milioni di persone. Andai alla Biblioteca di piazza Piccinini due ore prima dell'inizio dell'incontro, fissato per le 21.00 del 18 settembre 2011. L'afflusso costante di persone che entravano riempì velocemente la saletta ed in pochissimo tempo le sedie erano già tutte occupate. Secondo la bibliotecaria, eravamo all'incirca centotrenta persone, fra le quali il sindaco Gabriele Minghetti e l'assessore Benedetta Rossi. Guccini, si sa, è una persona molto umile, che non ama glorificarsi e soprattutto rifugge la folla delle grandi città, ed è per questo motivo che lo si vede spesso nei piccoli borghi. Non fece attendere troppo a lungo il pubblico, com'è invece prassi comune fra le celebrità, e all'ora stabilita sbucò fuori da una stanza insieme al coordinatore della serata Marco Tamarri. L'atteggiamento con cui Guccini fece la sua comparsa, con la schiena curva e lo sguardo basso, lo facevano sembrare una persona del tutto ordinaria. Fu accolto da un poderoso scroscio di applausi che lo accompagnò fino a che non si sedette. Intanto il pubblico si stava mangiando con gli occhi il grande poeta, lì, a pochi metri di distanza, che ad allungare una mano, se si era in prima fila come me, quasi lo si poteva toccare. Trovarsi così vicini ad una persona che ha fatto sognare, commuovere e riflettere non solo le generazioni passate, ma anche quelle odierne, è una sensazione simile a quella che si potrebbe provare nel rivedere di sfuggita una persona amata nel passato. Marco Tamarri, responsabile all'ufficio della cultura a Porretta, prese il microfono e presentò il tema della serata: "C'è chi dice no!", ovvero una critica rivolta agli artisti dei giorni nostri, disposti sempre di più a mercificare la loro immagine per il successo. Dopo il breve excursus iniziale, Tamarri iniziò a elogiare appassionatamente Guccini sotto ogni aspetto, il quale ad un certo punto lo interruppe dicendogli: "Le ricordo che sono sposato". Le risate del pubblico furono così intense che coprirono il fastidioso sfrigolio dell'impianto acustico. Il tema della serata aveva un carattere decisamente impegnativo, ma il cantautore intrattenne il pubblico con aneddoti comici sulla sua vita, sfoderando un talento da cabarettista che nessuno si sarebbe mai aspettato. Il suo modo di parlare, di ricordare, i suoi riflessi alle domande del coordinatore erano ammalianti, e tutti noi pendevamo dalle sue labbra. Il cantautore ci raccontò di come, da giovane, si ritrovò a scrivere canzoni quando voleva invece sfondare nel mondo dell'editoria; di quando, in Grecia, il suo battello ebbe un'avaria e le persone furono accompagnate a riva dall'equipaggio, dove ad attenderle c'erano degli asinelli che le portarono in cima a un monte; dei libri che ha scritto e che sta tuttora scrivendo, come avrebbe sempre voluto fare, e tantissime altre cose. Quando era ormai chiaro che Guccini non aveva la benché minima intenzione di affrontare il tema della serata, si alzò una persona dal pubblico, che disse: "Maestro, a me interesserebbe però sapere una cosa che mi sta molto a cuore, e cioè il ruolo dei giovani all'interno della politica". Guccini rimase un attimo in silenzio, arrossì e rispose: "Accidenti, questa è una domanda di un certo spessore!". Parlò di quel che pensava a riguardo, senza più il trasporto emotivo dimostrato in precedenza, e concluse dicendo: "Altro proprio non saprei… è un discorso difficile e … savùt ca't dèga."

 


Inizio Sommario